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Storie dalla Cina

da 吉祥 in 中国


Firmate la petizione per il giovane blogger Saudita accusato di apostasia.
jixiang
Mi e' arrivata notizia di una storia veramente assurda e spaventosa, e non posso fare altro che contribuire a diffonderla.

Hamza Kashgari, uno scrittore e blogger Saudita di 23 anni, e' dovuto scappare dal suo paese e si trova adesso in serio pericolo di doverci ritornare e rischiare la vita. Il motivo? La settimana scorsa, il giorno del compleanno del profeta Mohammed (o Maometto, come gli Italiani insistono a chiamarlo), il giovane Saudita ha scritto alcuni post su twitter per l'occasione.

Ecco i suoi post, diretti al profeta dell'Islam:

"In occasione del tuo compleanno, diro' che ho amato il ribelle in te, che sei sempre stato una fonte di ispirazione per me, e che non mi piacciono le aureole di divinita' intorno a te. Non preghero per te."

"Il giorno del tuo compleanno, ti trovo ovunque mi giri. Diro' che ho amato aspetti di te, odiato altri aspetti, e ce ne sono molti altri che non capisco."

"Il giorno del tuo compleanno, non mi inchinero' verso di te. Non bacero' la tua mano. Piuttosto, la stringero' come un eguale, e ti sorridero' come tu mi sorridi. Ti parlero' come un amico, nulla piu'."

Nulla di cosi' terribile, direte? E invece nel giro di un giorno sono arrivate piu' di 30 mila risposte su twitter, piene di Sauditi infuriati che lo accusavano di blasfemia e ne chiedevano la morte. Il giovane ha ben presto capito che aveva osato troppo, ed ha rimosso i post e pubblicato una lunga richiesta di scuse in cui pregava perdono. Troppo tardi. Il ministro dell'informazione Saudita ha subito bandito la sua colonna su un giornale locale, mentre clerici importanti richiedevano che venisse messo sotto processo per apostasia, reato che comporta la pena di morte nel regno Saudita. Il nostro eroe del libero pensiero e' riuscito a salire su un aereo diretto in Malesia poco prima che venisse richiesto il suo arresto per via della sua pericolosa propensione a pensare con la propria testa.

Adesso il giovane si trova in Malesia, ma l'Arabia Saudita ne ha richiesto l'estradizione. Ci sono serie preoccupazioni che la Malesia, paese ufficialmente Islamico, possa assentire. Se verra' ricondotto in patria, il ragazzo potrebbe davvero essere messo a morte. Nel migliore dei casi, non potra' mai piu' tornare nel suo paese. E tutto per un tweet.

Una storia incredibile per chi vive nel ventunesimo secolo, ma che si spiega con il fatto che in Arabia Saudita, il paese piu' religiosamente estremo, puritano ed intollerante di tutti, parecchia gente (anche se evidentemente non tutti) ha una mentalita' che rimanda all'Europa del tredicesimo secolo, piuttosto che all'eta' moderna.

Comunque sia, c'e' una petizione online perche' il ragazzo non venga deportato nel paese di origine. Parecchi dei firmatari sono tra l'altro musulmani a quanto pare.
La petizione si trova qui:
http://www.thepetitionsite.com/1/death-calls-for-saudi-poet-and-blogger/
Firmate numerosi.

Protesta ambientale in Cina
jixiang
Nel mondo Occidentale e' molto diffusa la visione dei Cinesi come di una massa di gente fatalista, rassegnata e pronta ad accettare qualsiasi soppruso in cambio di un tozzo di pane.

E' vero che i Cinesi, per motivi storici, sono pronti ad accettare condizioni di vita e di lavoro e livelli di inquinamento che nell'Europa di oggi darebbero scandalo. Ma e' anche vero che quando sentono che la misura e' colma sanno essere anche agressivi nel protestare e rivendicare i loro diritti. La Cina di oggi e' piena di episodi che lo dimostrano, a cominciare dai tanti scioperi illegali, spesso riportati dagli stessi media Cinesi. La crescita economica Cinese ha provocato sicuramente danni ambientali enormi, ma sono ben pochi i Cinesi a non esserne consapevoli e preoccupati.


Proprio qualche giorno fa', e' stato riportato che piu' di 500 persone provenienti dal villagio di Hongxiao, nella provincia di Zhejiang, si sono raccolte davanti alla fabbrica di una compagnia di panelli solari locale, per protestare contro l'inquinamento e la contaminazione dell'ambiente che la fabbrica avrebbe causato. I manifestanti hanno distrutto gli uffici ed otto veicoli appartenenti alla compagnia. Quando e' arrivata la polizia, sono state anche danneggiate quattro volanti mentre gli agenti disperdevano la folla.
A far arrabbiare gli abitanti del villaggio sarebbe stata l'improvvisa morte di grandi quantita' di pesci in un fiume del posto il mese precedente, da loro attribuita alla contaminazione delle acque da parte della fabbrica. Inoltre, poco tempo prima un uomo locale aveva postato su internet un commento secondo cui sui 3300 abitanti del villagio, 37 soffrono di tumore. Le autorita' sanitarie locali hanno smentito le sue cifre, e l'uomo e' stato arrestato per aver disseminato informazioni false che avrebbero causato delle gravi ripercussioni.
Il dipartimento per la protezione ambientale della zona aveva gia' avvertito la fabbrica in precedenza che i loro impianti non rispettavano le norme ambientali (si, esistono norme ambientali anche in Cina per chi avesse dubbi), ma non era stata presa alcun azione in proposito.

Poesia Cinese sull'ipocrisia Occidentale: "Cosa volete davvero da noi?"
jixiang
Recentemente una poesia composta da un Cinese sul presunto attegiamento ostile e condiscendente degli Occidentali verso la Cina ha destato un certo scalpore su internet, dove e' girata moltissimo su vari siti e blog.
La poesia e' circolata sia nell'originale Cinese che nella traduzione in Inglese, e si intitola piu' o meno "Come ci volete veramente?" o "Cosa volete davvero da noi?", domanda retorica rivolta verso il mondo Occidentale. La paternita' della poesia non e' stata confermata, ma gira voce che si tratti di un professore di fisica Cinese presso un universita' Americana, adessso in pensione.

Non so' se questa poesia sia mai stata tradotta in Italiano, ma in caso contrario saro' io il primo a tradurla qui sul mio blog. Anche se non penso che tutti i punti sollevati dalla poesia siano validi e sensati, credo che almeno in alcuni casi essa faccia centro in pieno. Sicuramente la poesia da voce al sentimeno diffuso tra molti Cinesi che gli Occidentali sono prevenuti nei loro confronti e sono incapaci di accettare che la Cina torni ad essere una grande potenza capace di competere con loro secondo i propri canoni.

Qui sotto c'e' la mia traduzione, con alcune note esplicative, seguita dal originale in Cinese:


Cosa volete davvero da noi?

Quando eravamo "il malato dell'Asia"(*), ci chiamavate il Pericolo Giallo.
Quando siamo in lizza per diventare la prossima superpotenza, dite che siamo una grave minaccia.

Quando abbiamo chiuso le nostre porte, contrabbandavate oppio verso i nostri mercati.
Quando adottiamo il libero mercato, ci date la colpa perche' vi portiamo via il lavoro.

Quando noi eravamo in brutte acque, siete entrati con le vostre truppe a prendervi la vostra fetta.
Quando abbiamo tentato di rimettere insieme le nostre terre, avete gridato "liberate il Tibet, e' un invasione."

Quando abbiamo provato il Marxismo, ci odiavate perche' eravamo comunisti.
Quando adottiamo il capitalismo, ci odiate perche' siamo capitalisti.

Quando abbiamo raggiunto il miliardo di persone, dicevate che stavamo distruggendo il pianeta.
Quando abbiamo tentato di limitare la nostra popolazione, avete detto che abusiamo dei diritti umani. (**)

Quando eravamno poveri, ci prendevate per cani.
Quando vi prestiamo dei soldi, ci date la colpa per il vostro debito pubblico.

Quando costruiamo le nostre industrie, ci dite che siamo degli inquinatori.
Quando vi vendiamo merci, ci date la colpa per l'effetto serra.

Quando noi compriamo il petrolio, lo chiamate sfruttamento e genocidio.
Quando voi fate la guerra per il petrolio, la chiamate Liberazione.

Quando eravamo persi nel caos e nel disordine, dicevate che non avevamo legge.
Quando affermiamo la legge e l'ordine contro la violenza, la chiamate violazione dei diritti umani.

Quando eravamo in silenzio, dicevate che non avevamo liberta' di parola.
Quando non stiamo piu' in silenzio, dite che siamo xenofobi e vittime di lavaggio del cervello.

"Perche' ci odiate cosi' tanto?" chiediamo.
"No", voi rispondete, "non vi odiamo"

Neanche' noi vi odiamo, ma voi ci capite?
"Naturalmente", dite , "abbiamo la AFP, la CNN, ed anche la BBC."

Cosa volete davvero da noi?
Prima pensateci bene, e poi rispondete. Perche' non avrete infinite possibilita' di farlo.

Basta e avanza cosi', questo mondo non puo' sopportare tanta ipocrisia.
Vogliamo un solo mondo, un solo sogno (***) e pace in terra.

Questo pianeta grande e blu' e' grande abbastanza per noi tutti.



(*) Nell'ottocento, la Cina veniva spesso definita "il malato dell'Asia"
(**) Ovviamente, un riferimento alla politica del figlio unico
(***) Lo slogan delle olimpiadi di Pechino



L'Originale in Cinese:

给西方的诗〈你究竟要我们怎样生存?〉


  我们是东亚病夫时,我们被说是黄祸;


  我们被预言是下一个超级大国了,我们被指是主要威胁。


  那时我们闭关自守,你走私鸦片来强开门户;


  我们拥抱自由贸易了,你责骂我们抢走你的饭碗。


  那时我们风雨飘摇,你铁蹄犯境要求机会均等;


  我们要整合破碎的山河,你说我们“入侵”…… 叫喊“给西藏自由”。


  我们试行马列救国,你痛恨我们成为共党分子;


  我们拥抱资本主义了,你又恨我们当了资本家。


  当我们的人口到达十亿,你说我们在摧毁地球;


  我们要限制人口了,你说我们践踏人权。


  那时我们一贫如洗,你视我们贱如狗;


  我们有钞票借给你了,你怨我们令你国债。


  我们发展工业了,你说我们是污染者;


  我们有货品卖给你了,你说我们是地球暖化的因由。


  我们购买石油,你说我们取兼灭族;


  你们为石油开战,你说是为了解救生灵。


  那时我们动乱无序,你说我们没有法治;


  现在我们要依法平暴,你说我们违反人权。


  我们静默无声时,你说我们欠缺言论自由;


  我们不再缄默了,你说我们是被洗了脑的仇外暴民。


  为甚麽你这样憎恨我们?我们想知道。


  “不”,你说,“我不恨你们。”


  我们也不恨你;只是,你了解我们吗?


  “当然了解”,你说。“我们消息多的是,有 AFP、CNN、还有BBC……”


  其实你究竟要我们怎样生存?


  回答之前,请仔细的想一想…… 因为你的机会不是无限的。


  已经够多了……这个世界容不下更多的伪善了。


  我们要的是同一个世界,同一个梦想,靖世太平。


  这个宽广、辽阔的蓝地球, 容得下你们,容得下我们。

Neturei Karta e la sinistra progressista
jixiang
Lascio stare un momento la Cina per passare agli Ebrei ed al conflitto Arabo-Israeliano. Alcuni giorni fa' e' morto a 86 anni Mosche Hirsch, il rabbino capo del movimento Neturei Karta. Questo evento mi fornisce lo spunto per una riflessione su questo movimento e sul modo in cui esso viene idolatrato da certi "progressisti" filo-Palestinesi.

Sono anni che sento parlare di questo piccolo gruppo di estremisti chiamato Neturei Karta in ogni genere di articoli e siti internet anti-Israeliani, incluso quelli che dovrebbero essere progressisti e di sinistra, e la cosa mi infastidisce non poco. Secondo me il modo in cui certe persone sono pronte ad idolatrare acriticamente un gruppo simile la dice lunga su come la sinistra sia totalmente acceccata dal fervore anti-Israeliano, al punto di tradire i propri ideali.

Prima di tutto, che cos'e' Neturei Karta? Si tratta di una organizzazione di Ebrei ultra-ortodossi che rifiuta il Sionismo e l'esistenza dello stato di Israele. In se' non si tratta di un fatto strano, per chi conosce bene l'Ebraismo. Ci sono sempre stati gruppi di Ebrei molto ortodossi che rifiutano il Sionismo, perche' secondo la loro interpretazione dell'Ebraismo gli Ebrei non dovrebbero mai tornare nella "terra promessa" di Israele fino alla venuta del messia. Secondo loro gli Ebrei furono esilitati e sparsi per il mondo per colpa dei loro peccati, e qualsiasi tentativo di riprendersi la terra di Israele prima della venuta del messia e' un oltraggio alla volonta' divina. Quando il movimento Sionista era agli inizi, buona parte degli Ebrei ortodossi presero questa posizione e si distanziarono dal movimento sionista, un movimento nazionalista guidato da laici. Dopo la creazione dello Stato di Israele la maggior parte del mondo Ebraico ortodosso cambio' gradualmente posizione, o perlomeno accetto' il fatto compiuto, ed al giorno d'oggi la maggioranza degli Ebrei ortodossi accettano l'esistenza dello stato di Israele. Detto cio', rimane una minoranza di ultra-Ortodossi o Haredim che mantegono il loro rifiuto del Sionismo. Alcuni di loro vivono persino dentro Israele, sopratutto a Gerusalemme, e si pongono in disparte dal resto della societa' Israeliana. Come il resto degli Ebrei ultra-ortodossi sono esentati dal prestare servizio militare nell'esercito israeliano. Alcuni di loro rifiutano persino di comunicare nella lingua ufficiale di Israele, l'Ebraico, che considerano una lingua santa da usare solo per scopi liturgici, e seguitano a parlare in Yiddish.

C'e' da dire che queste posizioni sono molto minoritarie all'interno dell'Ebraismo, e sono dovute ad un intepretazione letterale della religione Ebraica, e ad una ripulsa dello stato Israeliano visto come troppo laico e poco Ebraico.

Neturei Karta nacque negli anni trenta, creato da discendenti di Ebrei ortodossi Ungheresi e Lituani insediatisi a Gerusalemme nell'ottocento, prima del movimento Sionista. Il nome significa "i guardiani della citta'" in Aramaico, e deriva da un verrso biblico secondo cui i Rabbini e non i soldati sono i guardiani di Gerusalemme. Questo movimento conta poche migliaia di persone.

Il rabbino appena deceduto, Mosche Hirsch, era il leader della fazione piu' radicale di Neturei Karta, che si e' fatta notare dalla stampa internazionale per alcuni gesti eclatanti: nel 2006 alcuni dei suoi rappresentanti parteciparono alla conferenza internazionale di revisionismo dell'Olocausto organizzato in Iran da Ahmadinejad. La conferenza si e' tenuta sotto il nome eufemistico di "Conferenza Internazionale per la revisione della visione globale dell'Olocausto", ed e' servito da piattaforma per nagazionisti dell'Olocausto di tutte le latiduni. Anche alcuni mesi prima dei rappresentanti di Neturei Karta erano andati in Iran per congratularsi con Ahmadinejad per aver detto che Israele deve essere cancellato dalle carte geografiche. Nel 2004 dei rappresenatanti di Neturei Karta avevano partecipato ad una vigilia di preghiera per Arafat davanti all'ospedale Parigino dove il leader Palestinese stava' morendo. Il rabbino Hirsch era anche stato nominato "ministro per gli affari Ebraici" dell'Autorita' Nazionale Palestinese, tanto per dare l'idea. Nelle manifestazioni internazionali anti-Israeliane si possono spesso trovare degli uomini di Neturei Karta interamente vestiti di nero da buoni ultra-ortodossi mentre sollevano cartelli con slogan anti-Israeliani. Naturalmente i suddetti sono sempre pronti a farsi riprendere dai fotografi sempre entusiasti all'idea di fotografare un Ebreo ortodosso che scandisce slogan contro Israele.



In realta' questa frangia estrema, che conta al massimo qualche centinaio di membri attivi, non rappresenta assolutamente neanche' la maggioranza degli Ebrei ultra-ortodossi che si oppongono al Sionismo, che non si sognerebbero neanche' di parteggiare per Arafat o di andare a conferenze sull'Olocausto organizzate dall'Iran per dare voce al negazionismo. Dopo la visita di Neturei Karta alla sudetta conferenza, diversi rabbini anti-Sionisti si sono distanziati pubblicamente dalle loro azioni, incluso il consiglio rabbinico di Edan Hachareis, il movimento ortodosso anti-Sionista piu' rappresentatvo.

Insomma, si tratta di una piccola frangia estrema di fanatici pronti a mettersi dalla parte di chiunque si opponga ad Israele, non importa chi sia o che posizioni abbia sugli Ebrei, e che probabilmente vogliono solo attirare l'attenzione. Non escluderei che siano direttamente pagati da forze ostili ad Israele. Nel 2002, l'esercito Israeliano annuncio' di aver scoperto numerosi documenti nel quartier generale di Arafat che conproverebbero che l'Autorita' Nazionale Palestinese aveva pagato 55,000 dollari al rabbino Hirsch (cosa che suo figlio nego').

Comunque sia, si tratta di persone mosse da una visione letterale e integralista della religione Ebraica, che alla base si oppongono allo stato di Israele non per motivi di principio ragionevoli, ma perche' la sua creazione sarebbe contrario ad un antico patto stipulato tra dio e gli Ebrei (anche se spesso inveiscono contro l'opressione dei Palestinesi, ma al fondo la loro posizione non deriva da questo). Tra l'altro molti altri Ebrei ortodossi hanno trovato delle buone giustificazioni teologiche per la creazione dello stato di Israele, ma e' una disputa che da laico non mi interessa.
Quelli di Neturei Karta sono gli stessi tipi di persone che probabilmente non vedrebbero neanche' la buona parte degli Ebrei Israeliani come dei veri Ebrei, perche' non sono ortodossi. Si tratta di fanatici religiosi che la stragrande maggioranza degli Ebrei vede come dei pagliacci che rappresentano un fenomeno ultra-minoritario.

Naturalmente, questo sparuto gruppo di fanatici viene utilizzato costantemente dalla propaganda anti-Israeliana per dare credito allo slogan che "il Sionismo non e' uguale all'Ebraismo". La sinistra filo-Palestinese non e' da meno, e molti siti internet di sostegno ai Palestinesi contengono delle informazioni su di loro, presentati come i pochi coraggiosi campioni dell'autentico Ebraismo impegnati a combattere i cattivissimi "Sionisti". Si conferma cosi' che la sinistra progressista ha completamente perso la bussola riguardo alla questione Israelo-Palestinese. Perche' la sinistra dovrebbe sostenere alcuni fanatici religiosi in cerca di pubblicita' che vanno in Iran ad un congresso pieno zeppo di negazionisti dell'Olocausto di probabili simpatie naziste? Perche' invece non sostenere i settori piu' progressisti della societa' Israeliana, che non sono certo questi? Perche' non cercare il dialogo con Meretz, per esempio, il partito piu' a sinistra dello spettro politico Israeliano? Certo, non hanno posizioni estreme come quelle che piacciono a certi sinistri sostenitori intransigenti dei Palestinesi sparsi per il mondo. Non si compiacciono con Ahmadinejad quando dice di volere la fine di Israele, non usano la parola apartheid riferita ad Israele, e loro stessi non vogliono la fine di Israele (magari perche' ci vivono). Ma rappresentano comunque la parte piu' laica e progressista della societa' Israeliana. Oppure ci sarebbe anche Hadash, il raggrupamento di partiti e gruppi comunisti e socialisti Arabi ed Ebraici all'interno di Israele.

Invece la "sinistra" filo-Palestinese non fa' altro che offrire sostegno a chiunque si opponga ad Israele in modo totale, che siano Ebrei ultra-ortodossi integralisti o fondamentalisti Islamici altrettanto integralisti. Le posizioni anti-Israeliane piu' irragionevoli ed estreme vengono sempre accettate, da qualsiasi parte provengano, ed il dialogo con gli Israeliani piu' progressisti diventa impossibile, mentre una visione della storia totalmente parziale e prevenuta e la peggior disinformazione su Israele e sugli Ebrei viene mano a mano rafforzata.



(Nella foto sopra, alcuni rappresentanti di Neturei Karta si incontrano con Ahmadinejad)

Articolo apparso in un giornale Cinese loda lo stile di vita Italiano
jixiang
Alcuni giorni fa' sono rimasto divertito nel vedere un articolo nel China Daily, l'unico giornale Cinese in lingua Inglese, che invita i Pechinesi ad imparare dallo stile di vita calmo e rilassato degli Italiani.

L'articolo si intitola "Piano, Piano, Stressed Beijingers", (lo trovate qui: http://www.chinadaily.com.cn/cndy/2010-03/24/content_9632333.htm) e prende spunto dall'episodio avvenuto qualche giorno fa' al Pantheon, in cui le luci sono state spente all'orario di chiusura preciso nonostante il fatto che un concerto di Bach fosse ancora in corso.

L'autrice, di nome Lu Chang, a quanto pare ha passato un'estate a Perugia come studentessa qualche anno fa', forse studiando l'Italiano. Lei dichiara di non essere sorpresa di quanto e' avvenuto al Pantheon, e ricorda un episodio che e' capitato a lei durante il soggiorno Perugino.

Pare che un pomeriggio la Cinese stesse facendo shopping sulla strada principale di Perugia, quando vide in una vetrina una gonna che voleva comprare per un amica. Quando pero' tento' di entrare nel negozio, una commessa la blocco', dicendole che era gia' orario di chiusura, e lei stava chiudendo il negozio. La ragazza Cinese insistette, dicendo che voleva veramente comprare la gonna, ma a sua sorpresa la commessa fu' irremovibile, chiedendole di tornare il giorno dopo.

La Cinese penso' che la commessa doveva avere qualcosa di urgente da fare, ma un'po' piu' tardi rivide la stessa persona che sorseggiava tranquillamente un Espresso con i suoi amici. A quel punto, come dice l'autrice, "capi' che per lei i soldi non sono affatto l'unica cosa. Quella persona preferirebbe godersi il suo caffe' ed il suo tempo libero piuttosto che vendermi qualcosa."

L'autrice confronta questo episodio con la situazione di Pechino, in cui a quanto pare nessuna commessa/o rifiuterebbe mai di vendere qualcosa ad un cliente, a qualsiasi ora.

L'articolo continua lodendo il passo della vita lento e la mentalita' rilassata di Perugia, dove i negozi chiudono per due/tre ore in pieno giorno per il pranzo, e suggerendo ai Pechinesi stressati di adottare un'po' della mentalita' Italiana, di fare le cose piu' "piano, piano" per l'appunto.

Paragonare Pechino (almeno 10 milioni di abitanti) con Perugia (166.000) mi sembra un'po' ingiusto. Forse Milano o Roma sarebbero dei paragoni piu' consoni. Detto cio' e' indubbio che ai Cinesi lo stile di vita Europeo appaia molto rilassato e ozioso. I Cinesi che vanno in vacanza in Europa, e non solo in paesi mediterranei ma persino in Germania o in Inghilterra, tornano sempre dicendo che gli abitanti di quei paesi hanno un sacco di tempo libero. Un Cinese che aveva visitato la Germania e l'Italia mi ha detto che li' la gente fa' una vita molto rilassata, sempre a bere birra nei bar. Una ragazza Cinese che aveva passato un estate in Danimarca mi ha detto che non si potrebbe mai adattare ad uno stile di vita cosi' ozioso!
Se persino i paesi Germanici gli sembrano cosi' rilassati, potete capire che effetto gli deve fare l'Italia.

A volte mi chiedo se non si tratti anche di un equivoco, dovuto al fatto che i Cinesi hanno altri modi di passare il tempo libero rispetto agli Europei. Forse in Cina e' meno comune vedere gente che si prende il caffe' o una birra in strada con gli amici, perche' i Cinesi hanno altri passatempi meno pubblici. Nelle cittadine Cinesi, la gente trova sempre il tempo di giocare d'azzardo con il majiang, e in tutta la Cina i posti dove si puo' affittare una stanza con il Karaoke sono sempre pieni.

Detto cio', e' sicuramente vero che gli Europei in media lavorano meno duro dei Cinesi, e sono meno disposti a rinunciare al tempo libero. Ma perlomeno, c'e' una Pechinese che ha deciso di prendere la vita un'po' piu' alla Perugina.

Tiziano Terzani e la "porta proibita" della Cina
jixiang
Di recente mi e' capitato di leggere di come Tiziano Terzani, il grande viaggiatore-giornalista Italiano, sia stato espulso dalla Cina nel 1984. Questa storia ha dato origine ad un libro dello stesso Terzani, "la porta proibita". La storia e' interessante, se non altro perche' dimostra quali enormi cambiamenti ci sono stati in Cina dal 1984 ad oggi.

Terzani, un uomo che ha conosciuto dall'interno diversi paesi Asiatici, studio' il Cinese negli anni sessanta negli Stati Uniti. Come buona parte della gioventu' Occidentale, si fece affascinare dal mito di Mao Zedong e della rivoluzione culturale. Ciononostante, proprio per via della chiusura della Cina agli stranieri determinata dal governo di Mao, dovette aspettare la morte del "grande timoniere" e l'avvento di Deng Xiaoping per poter provare a vivere in Cina. Terzani arrivo' a Pechino nel 1980 con la famiglia, forte del suo nome Cinese, Deng Tiannuo. Il suo obiettivo era quello di vivere come un Cinese, di riuscire a capire questa misteriosa societa' dal di dentro. L'impresa non fu' affatto facile, perche' all'epoca ogni contatto tra i pochissimi stranieri residenti in Cina ed i Cinesi era attentamente regolato.

Terzani voleva vivere in una normale casa Cinese, ma fu' costretto a risiedere nel quartiere diplomatico in cui tutti gli stranieri erano costretti a vivere all'epoca. Le porte d'ingresso del quartiere erano costantemente controllate da poliziotti, ed ogni entrata ed uscita veniva registrata.

Cerco' di avere rapporti con Cinesi, ma anche questo si rivelo' complicato, per via del sospetto e della paura delle autorita'. Un anziano Cinese che aveva incontrato Terzani alcune volte un giorno gli fece sapere da qualcun altro che non voleva piu' vederlo, perche' la polizia gli aveva chiesto di stilare un rapporto ogni volta che lo incontrava, e a queste condizioni il signore preferiva non frequentarlo.

Insomma, la sua pretesa di voler conoscere dall'interno la Cina non era semplice, ma gradualmente Terzani riusci' a sfondare attraverso questo muro di sospetto e di proibizioni che divideva gli stranieri dai Cinesi, ad entrare nella "porta proibita" per l'appunto. Viaggio' per tutta la Cina, il piu' possibile da solo, mando' i figli ad una scuola Cinese, girava in bicicletta come i Cinesi. Alla fine fu' arrestato dalle autorita' con l'accusa inventata di aver trafugato tesori nazionali, e quella forse vera di vilipendo contro il governo. Le autorita' lo rieducarono per un mese come un Cinese, dandogli l'opportunita' di conoscere personalmente un altro lato della Cina che raramente veniva visto dagli stranieri. Alla fine Terzani fu' espulso dalla Cina.

Quello che piu' mi colpisce leggendo questa storia e' quanto sia distante dalla realta' di uno straniero che viva nella Cina di oggi. Io personalmente credo di essere uno di quegli stranieri residenti in Cina che si interessa alla cultura Cinese, e cerca di non restare sempre tra stranieri, ma di conoscere i Cinesi e la loro realta' il piu' possibile dall'interno. Al giorno d'oggi quasi tutte le proibizioni contro gli stranieri di cui fece esperienza Terzani sono scomparse. Gli stranieri a Pechino possono risiedere dove vogliono, viaggiare da soli dove gli pare (con l'eccezione del Tibet, dove bisogna' per forza andare in gruppo), e coltivare amicizie con i Cinesi (ed accasarsi con loro) senza attirare il sospetto delle autorita'. Gli stranieri in Cina che lo vogliano (e non sono certo tutti a volerlo) sono liberi di cercare di penetrare nella realta' Cinese il piu' possibile. Finche' non ci si cimenta nel proselitismo religioso, per non parlare dell'attivismo politico, si e' liberi di fare piu' o meno cio' che si vuole.

Detto cio', alcune regole che in qualche modo dividono gli stranieri dai Cinesi rimangono. Prendiamo per esempio le universita' Cinesi, un ambiente che conosco bene. Gli studenti stranieri e quelli Cinesi vivono in dormitori separati, e quelli per stranieri sono di qualita' assai superiore rispetto a quelli per i Cinesi. Nel mio campus, gli studenti Cinesi dividono stanze da sei persone (per i laureandi), da quattro (per quelli che fanno un master) o doppie (per i dottorandi). Molti sono costretti ad andare in un altro edificio apposito per farsi la doccia, e pagare per l'acqua calda mentre se la fanno (per questo motivo, molti non si fanno la doccia ogni giorno). I loro dormitori sono sprovisti di cucine, il che li costringe a mangiare nella mensa che gli piaccia o no. Gli studenti stranieri invece vivono in stanze doppie o singole, dispongono di un bagno in ogni stanza e di una cucina su ogni piano, della televisione e dell'aria condizionata (di cui i Cinesi devono fare a meno durante la bollente estate Pechinese). Mi rendo conto che se si costringesse gli studenti stranieri a vivere nelle condizioni in cui vivono quelli Cinesi, pochi sarebbero in grado di resistere a lungo. Detto cio', questa discriminazione a nostro favore ci pone comunque in una realta' ben diversa dalla loro.

Gli studenti stranieri che fanno il corso di laurea in Cina (ed oggi ce ne sono alcuni), non devono partecipare ai corsi di politica obbligatori per tutti gli studenti Cinesi a dispetto della loro materia, in cui si studia la dottrina del governo Cinese. Ne' devono partecipare alla specie di addestramento paramilitare cui prendono parte tutti gli studenti Cinesi l'estate prima di iniziare l'universita', con tanto di uniforme militare ("per insegnargli la disciplina"). Insomma, uno studente straniero di un'universita' Cinese non fara' mai la stessa esperienza di uno studente Cinese, per quanto ci possa provare.

Ancora oggi, uno straniero in Cina non puo' ancora sentirsi davvero "uno della massa", ma rimane sempre comunque uno straniero, per come viene visto e per come vive. Aquisire la cittadinanza Cinese poi e' una missione quasi impossibile. Credo che sarebbe semplicistico dare la responsabilita' solamente al sistema politico Cinese. Dopotutto, in altri paesi dell'estremo oriente la situazione non e' molto diversa. Forse si tratta semplicemente del fatto che le societa' di questa parte del mondo non sono societa' multiculturali, e sono storicamente piu' omogenee e chiuse di quelle Occidentali (anche se la Cina contiene numerosi gruppi etnici diversi al suo interno). Inoltre il fatto rimane che la stragrande maggioranza dei Cinesi non hanno quasi mai avuto a che fare con stranieri, e per questo motivo nei rapporti con stranieri danno prova di una specie di ingenuita' che a volte risulta quasi simpatica. Mi fa' ancora sorridere quando dei Cinesi si sorprendono di vedere che sono capace di mangiare con le bacchette, nonostante il fatto che si tratta di una cosa facilissima che quasti tutti gli stranieri in Cina imparano subito.

Comunque sono lieto di vedere che di solito gli stranieri in Cina vengono accolti con simpatia e con curiosita' dalla gente comune, ma quasi mai con ostilita' preconcetta. Anzi, di solito trovo che i Cinesi siano molto piu' gentili e pronti a dare una mano con stranieri che con altri Cinesi. La situazione non cambia nelle campagne e nei piccoli centri, dove uno straniero puo' destare ancora stupore e sguardi sbigottiti al passare, e dove qualsiasi straniero sentira' la parola "laowai" ("straniero" in gergo popolare) sussurata al suo passare.

Comunque sia, al giorno d'oggi non c'e' piu' quel muro di divieti e di ostilita' governativa di cui fece esperienza Terzani, che impediva agli stranieri di fare esperienza della vita Cinese dall'interno. Adesso il vero muro da superare e' quello dei propri preconcetti, delle differenze culturali e delle incomprensioni che possono rendere piu' complicati i rapporti tra Cinesi e stranieri. Per i pochi Occidentali che hanno la voglia, l'umilta' e la pazienza neccessari per sfondare questa "porta proibita", la ricompensa e' quella di poter capire dall'interno una societa' ed una cultura che restano davvero diversi dalla nostra in vari modi. E magari, di capire meglio anche la propria cultura di provenienza, dato che capire gli altri e' il miglior modo per capire se stessi.

(Nella foto, Tiziano Terzani che mangia con dei Cinesi)


Dei pensieri sulla politica del figlio unico
jixiang
E' stato riportato di recente che degli esperti Cinesi hanno proposto che la famosa politica del figlio unico vigente nel paese sia cambiata. Gli esperti ritengono che il paese soffra adesso di una sproporzione tra i sessi e di una popolazione in media sempre piu' anziana per via di questa politica.

Il figlio unico e' uno degli aspetti della Cina di cui quasi tutti hanno sentito parlare in Occidente, e di solito viene visto in modo sfavorevole. Ciononostante, la maggioranza dei Cinesi (almeno quelli di citta') sembrerebbe avere una visione molto diversa di questa politica, ambivalente o persino a favore. Naturalmente agli Occidentali l'idea che lo stato possa intromettersi in una decisione cosi' privata nella vita delle persone sembra inaccettabile. Ciononostante in Cina, per via di differenze storiche e culturali, l'idea che lo stato possa imporre simili restrizioni sui propri cittadini per il bene comune non appare cosi' strana.

La politica del figlio unico non viene messa in pratica in modo cosi' rigoroso come molti credono. Per cominciare, essa si applica solo agli Han, il gruppo etnico principale della Cina, e non a nessuno dei 55 gruppi minoritari, per via di una politica molto strana di "discriminazione positiva" in favore delle minoranze. Alle coppie composte da due figli unici viene concesso di fare due figli. Per di piu' in molte zone le coppie rurali hanno il permesso di fare un secondo figlio se il primo e' femmina, per prevenire il fenomeno degli infanticidi delle neonate e dell'aborto selettivo dei feti destinati a diventare bambine. Anche alle coppie il cui primo figlio e' handicappato o deceduto viene di solito permesso di avere un secondo figlio. Se una coppia non rispetta la legge ed ha un secondo figlio quando non dovrebbe, di solito si ritrova solo a dover pagare una multa. In pratica molte famiglie fanno piu' di un figlio, sopratutto nelle zone rurali, e pagano semplicemente la multa. Io stesso ho molti amici Cinesi della mia eta' che hanno fratelli e sorelle. Nelle zone urbane la legge del figlio unico sembrerebbe essere molto piu' rispettata che nelle zone rurali.


Questa politica del figlio unico ha avuto sicuramente le sue ricadute negative ben pubblicizate, la principale delle quali sono i casi di infanticidio femminile nelle campagne. Nella Cina rurale, i figli sono ancora spesso considerati piu' di valore delle figlie. Anche se sicuramente ci sono dei motivi culturali alla base di questo, un'altra spiegazione valida e' che nelle zone in cui il lavoro dei contadini si svolge ancora con metodi tradizionali, i maschi sono piu' utili per via della loro superiore forza fisica. Anche se ci sono certamente stati casi di infanticidi femminili nelle zone rurali, la portata effettiva del fenomeno e' dibattuta. Al giorno d'oggi, grazie agli scan ad ultrasuoni che rivelano di che sesso e' il feto, e' possibile semplicemente effettuare un aborto se il feto si rivela essere femmina. Questa pratica e' illegale, ma resta ancora diffusa.

La Cina soffre al momento di uno sbilanciamento tra i sessi abbastanza grande: la proporzione di maschi e di femmine alla nascita' nella Cina popolare era di 117 a 100 nel 2000, il che e' una cifra' significativamente piu' alta della proporzione naturale (di circa 105 a 100). Si stima che nel 2020 in Cina ci saranno 30 milioni di maschi "in eccedenza" rispetto alle femmine (ma questo va visto nel contesto di un paese di 1300 milioni). Altri paesi Asiatici hanno anche loro una quantita' sproporzionata di uomini rispetto alle donne, anche se forse non al livello della Cina. L'economista Indiano Amartya Sen ha parlato molto di questo fenomeno, sopratutto riguardo alla sua India, un altro paese in cui la proporzione e' abbastanza sbilanciata. Le cause di questa sproporzione hanno evidentemente a che vedere con il fatto che la preferenza per i maschi porta i genitori molto poveri ad offrire cure mediche e nutrimento di qualita' piu' bassa alle figlie femmine, oltre agli aborti selettivi praticati anche in India. Persino posti come il Taiwan e la Corea del Sud sono influenzati da questo fenomeno, anche se di recente la proporzione tra i sessi in Corea del Sud si e' maggiormente bilanciata per via del miglioramento nelle condizioni di vita e nell'istruzione. Nel caso della Cina, pero', le statistiche dimostrano che la sproporzione tra i sessi e' peggiorata da quando hanno introdotto la politica del figlio unico, che quindi deve essere almeno in parte responsabile.

Quelli che difendono l'imposizione del figlio unico ricordano la necessita' di ridurre le nascite in questo paese sovraffolato. Da quando e' stata introdotta la politica del figlio unico nei primi anni ottanta, il tasso di natalita' e' diminuito da circa tre figli per donna a circa 1.8 nel 2008. Altri rispondono che la natalita' era gia' in calo da prima per via del miglioramente del livello di vita medio e dell'istruzione, e con ogni probabilita' avrebbe continuato a calare anche senza l'imposizione di una legge cosi' estrema.

Personalmente, posso capire benissimo perche' molti Cinesi ritengono che una tale politica sia necessaria. Una cosa e' leggere in un libro che la Cina e' sovraffolata, ma risiedere qui e vivere ogni giorno questo fenomeno sullla propria pelle e' una cosa ben diversa. Una volta che si e' viaggiato nella terza classe assurdamente affolata di un treno Cinese durante le ferie per il capodanno Cinese, con gente che dorme per terra dapertutto, si puo' cominciare a farsi un idea del problema. Nella mia esperienza, i Cinesi sono ben coscienti di vivere in un paese dove c'e', per dirla chiaramente, troppa gente. Quando si ha una discussione con un Cinese riguardo ad uno dei problemi sociali del suo paese, quasi sempre incomincera' dicendo: "in Cina c'e' troppa gente..." A volte sembra che questo diventi la spiegazione, o la giustificazione, di ogni cosa che non va' con la Cina. Persino quando discussi della pena di morte con uno studente Cinese, il ragazzo mi disse che delle leggi estreme sono necessarie per manterene l'ordine nel suo paese, "perche' in Cina c'e' troppa gente"

Le statistiche sulla densita' abitativa della Cina nascondono la scala del problema, perche' oscurano il fatto che circa il 90% della popolazione Cinese viva su circa il 50% del territorio. La zona Nord-Occidentale che include il Tibet, lo Xinjiang, il Qinghai e la Mongolia Interna e'enorme ma scarsamente abitata per via del terreno inospitale. La zona Sud-Orientale, il cuore della Cina, e' la regione davvero densamente abitata, ed e' sovraffolata tanto quanto l'India.

Anche se forse il tasso di natalita' Cinese stava gia' scemando anche prima della politica del figlio unico, questa politica ha chiaramente velocizzato le cose. Ci sono sicuramente molte coppie in Cina che hanno deciso di fare un solo figlio per via di questa politica. Personalmente ritengo che qualsiasi riduzione delle nascite non puo' che essere un bene, per la Cina e per il mondo. Per quanto riguarda la preoccupazione riguardo all'invecchiamento della popolazione, questo e' una questione che dovranno fronteggiare tutti i paesi sviluppati, e non solo la Cina. Anche se capisco che creera' dei nuovi problemi, capisco anche che il pianeta e' sovraffolato, e quindi alla fine se calano le nascite la cosa non puo' che essere positiva. Se questo significa che per un periodo ci saranno piu' vecchi che giovani, ben venga. Non sara' la fine del mondo.

Puo' darsi che presto la Cina adottera un metodo meno estremo per ridurre la crescita' della popolazione. E' stata sicuramente una buona idea permettere alle coppie rurali di avere un secondo figlio se il primo e' femmina. Il problema dello squilibrio tra i sessi si dovrebbe risolvere anche attraverso l'istruzione, e creando le condizioni per cui le persone non sentano il bisogno di avere un figlio piuttosto che una figlia. In somma, non posso non pensare che un qualche tentativo di continuare a scoraggiare i Cinesi dall'avere troppi figli sarebbe ancora positivo. Ma probabimente saranno lo sviluppo dell'economica e' dell'istruzione a buttare giu' i tassi di natalita' piu' di qualsiasi altra cosa.
(Qui sotto, un manifesto del governo Cinese che incita a seguire la politica del figlio unico, stranamente anche in Inglese oltre che in Cinese)

Berlusconi e la Cina.
jixiang
Di recente, guardando occasionalmente il sito de La Repubblica, oppure leggendo qualche notizia su siti di giornali internazionali, oppure su "China Daily", l'unico quotidiano Cinese in lingua Inglese, mi capita di aggiornarmi un'po' sugli ultimi capitoli tragicomici della storia di Berlusconi.

Anche se, guardando la cosa dalla lontana Cina, gli scandali di Berlusconi e le sue affermazioni megalomaniache ed assurde possono sembrare anche comiche, mi rendo conto che in realta' c'e' ben poco di comico nella sua figura. La domanda e' perche', nonostante l'impresentabilita' della figura di Berlusconi, la maggior parte degli Italiani continuino imperterriti a rivotarlo (siamo gia' al suo terzo governo)? La risposta piu' evidente e' questa: Berlusconi ha plagiato per anni le menti degli Italiani, sopratutto quelli di livelllo culturale piu' scarso, con i suoi canali televisivi, ed adesso ne raccoglie i frutti.

Il fatto che un miliardario fanfarone ed ignorante senza la minima esperienza politica possa prima plagiare le menti del popolo rincretinendolo con i suoi tre canali televisi per anni, poi creare un partito politico e vincere le elezioni quasi da un giorno all'altro, riflette seriamente i limiti del sistema democratico Occidentale. Berlusconi non arrivera' ad abolire le elezioni ne' ad abolire la liberta' di parola, perche' il momento storico non e' adatto. Pero' continuera' a governare piu' o meno come un re' finche gli Italiani continueranno a votarlo, rispettando molto poco anche la forma delle istituzioni democratiche. E le classi sociali piu' basse, che piu' ne soffrono le politiche, continueranno a rimandarlo al potere.

Qui in Cina, praticamente nessuno ha mai sentito nominare Berlusconi (anzi 贝卢斯科尼,o Bei Lu Si Ke ni, il suo nome Cinese). E francamente non e' che se ne senta la mancanza. Ma mi chiedo, se conoscessero a fondo la vicenda di Silvio Berlusconi, non ne' troverebbero una specie di conferma del fatto che sia meglio per loro mantenere il proprio sistema politico, invece di copiare il sistema democratico liberale dell'Occidente? Uno degli argomenti che forniscono sempre i Cinesi favorevoli al Parito Comunista sul perche' non si puo' adottare la democrazia in Cina suona piu' o meno cosi': "in Cina abbiamo ancora tantissimi contadini e persone ignoranti che non sanno cosa e' bene per loro, non possiamo permettergli di votare per scegliersi chi li governa, non siamo ancora pronti, guardate che casino che e' l'India con la sua democrazia e le sue elezioni". Il paragone con l'India e' quello piu' comune, dato che l'India e' un altro paese Asiatico di un miliardo di abitanti, che quando raggiunse l'indipendenza era in condizioni simili alla Cina, e che ha adottato un sistema di democrazia rappresentativa. Il paragone e' sicuramente favorevole alla Cina, nel senso che la Cina ha saputo garantire ai suoi cittadini il soddisfacimento dei loro bisogni primari molto piu' dell'India, ed ha ottenuto molto piu' sviluppo economico.

Se invece che guardare all'India guardassero all'Italia, vedrebbero che anche in un paese Occidentale relativamente moderno e prospero, con una popolazione relativamente ben istruita, perlomena alfabetizzata, e' possibile per il primo demagogo milardario che arriva comprarsi la meta' del paese e diventare primo ministro attraverso elezioni democratiche. Certo, forse in paesi meno corrotti con una tradizione di senso dello stato e di legalita' piu' solida, come la Gran Bretagna o la Francia, uno come Berlusconi non potrebbe prendere il potere, almeno non senza prima liberarsi dei canali televisivi. Pero' la maggior parte dei paesi del mondo non hanno delle istituzioni democratiche tradizionali cosi solide come la Gran Bretagna o la Francia, e la Cina non le ha di sicuro.

Al momento, uno come Berlusconi non potrebbe mai prendere il potere o avere cosi' tanta influenza in Cina. Lo stato Cinese non permetterebbe mai al primo miliardario che passa di possedere una fetta cosi' grande dei media e di plagiare la mente dei Cinesi per anni a suo piacimento. In Cina, soltanto il governo si arroga il diritto di cercare di controllare la mente del popolo, e non lo delega di certo al primo miliardario che passa. Non essendoci libere elezioni, uno come Berlusconi non potrebbe mai creare un suo partito con un nome cosi' ridicolo e populista (中国加油, "Cina metti il gas", sarebbe l'equivalente di "Forza Italia"), bombardare tutti con la sua propaganda, e vincere le elezioni. In Cina soltanto chi ha anni di esperienza come politico all'interno del Partito Comunista puo' sperare di arrivare al potere. Se pero' ci fossero delle libere elezioni, chissa' cosa potrebbe succedere. I centinaia di milioni di Cinesi semi-istruiti o analfabeti potrebbero forse essere plagiati da uno come il Berlusca? Non e' da escludere.

Per avere un esempio molto vicino alla Cina, basta andare in Tailandia, dove il miliardario populista ed ex primo ministro Thaksin Shinawatra e' praticamente l'equivalente esatto di Berlusconi. Un miliardario arricchitosi originariamente nel settore della telefonia, Thaksin e' arrivatol al potere con il suo partito Tai Rak Tai (che significa "I Tailandesi amano i Tailandesi), votato sopratutto nelle zone rurali e tra i poveri. E' stato accusato di corruzione, autoritarismo, conflitto di interessi, evasione fiscale, atteggiamenti poco diplomatici e di aver limitato la liberta' di stampa. Ricorda qualcuno? Nel 2006, Thaksin fu deposto in un colpo di stato e costretto a fuggire all'estero. Non so' se con Berlusconi si arrivera' a tanto (quasi ci spero), ma il punto e' che evidentemente nei paesi democratici dove c'e' molta corruzione e non c'e' una tradizione solida di democrazia, i Thaksin ed i Berlusconi sono sempre in agguato.

10 cose che mi piacciono della Cina
jixiang
Dieci cose che mi piacciono della Cina:

1) l'esoticita' di tutto

2) Poter camminare per strada di notte e sentirmi perfettamente al sicuro

3) Il fatto che i Cinesi non hanno la cultura di andare in spiaggia (anche a me non piace)

4) L'atteggiamento modesto e non aggressivo che e' profondamente radicato nella psiche Cinese

5) Il fatto che la maggior parte dei Cinesi non praticano una religione organizzata

6) La gente che mi guarda fisso per strada. E' bello trovarsi al centro dell'attenzione senza aver fatto nulla per meritarmelo

7)Il fatto che la gente non ha delle forti opinioni preconcette sul conflitto Israelo-Palestinese, o su qualsiasi altra questione controversa del mondo Occidentale

8) Il cibo naturalmente. Sopratutto il fatto che tutti i cibi che non mi piacciono, ad esempio la cioccolata, il pomodoro ed il formaggio, sono relativamente rari

9)Il fatto che le ragazze sono cosi femminili. Non dicono parolacce, non si ubriacano e non fumano ecc... perche' non e' considerato femminile. Cio' non significa pero' che siano tutte rimaste bloccate su posizioni antiquate riguardo ai rapporti tra i sessi ed alle questioni sessuali

10) Il modo in cui i Cinesi fanno di tutto per aiutare gli stranieri, fino ad un punto cosi' estremo da essere quasi imbarazzante. Fa' anche molto comodo per gli stranieri come me

Non faro' una lista delle dieci cose che non mi piacciono della Cina, che non sarebbe cortese, ma sicuramente per quanto riguarda Pechino il clima, i mezzi di trasporto sovraffolati e i giorni di scarsa visibilita' (per via di una combinazione dell'inquinamento e del clima) mi verrebbero subito in mente. Oltre al tofu che vendono per strada che puzza cosi tanto che devi restare almeno a dieci metri di distanza. E la censura su internet.

Sostituiamo il Latino ed il Greco con il Cinese nei licei Italiani!
jixiang
Il Latino ed il Greco Antico occupano tutt'oggi uno spazio abnorme ed ingiustificato nel sistema scolastico pubblico Italiano. Nel Liceo Classico, che insieme al Liceo Scientifico e' la scuola superiore piu' prestigiosa in Italia, queste due lingue morte e sepolte costituiscono ancora le materie PRINCIPALI!

Questo stato di cose e' assurdo per i seguenti motivi:

1) Il Latino ed il Greco antico non servono assolutamente ad una mazza nel mondo moderno (da diversi secoli). L'argomentazione secondo la quale imparare queste due lingue sia utile nello studio di materie come medicina o legge, perche' molti termini tecnici derivano dal Latino o dal Greco, e' fallace. Essere facilitati nel imparare i termini tecnici e' solo un dettaglio; e' ben piu' importante capire i concetti, cosa per la quale il Latino ed il Greco non servono a nulla. L'unica cosa per la quale il Latino servira' mai e' leggere le scritte su qualche antico monumento

2) E' vero che la letteratura classica Greca e Romana e' molto ricca. E' altrettanto vero che nessuno studente di Liceo e' effettivamente capace di leggere le versioni originali dopo i 5 anni di studi. La conoscenza del Latino e del Greco che hanno gli studenti piu' bravi del Liceo dopo la maturita' e' risibile. Immaginate voi se dopo 5 anni di studi intensivi del Tedesco, o del Inglese, uno studente non sapesse ne' parlare la lingua, ne' capirla, ne' leggere un testo nella lingua con una certa' scioltezza e capirne il senso, ma soltanto tradurre una versione (cioe' un paragrafo) dopo due ore con l'aiuto di un vocabolario! questa e' la situazione nei licei Italiani con lo studio del Latino e del Greco, e nessuno sembra rendersi conto dell'assurdita' della situazione.

3) A chi dice che studiare il Latino ed il Greco serve per allenare il cervello, rispondo che studiare la matematica, la filosofia o fare un bel sudoku ottiene lo stesso risultato, con la differenza che la matematica e la filosofia hanno anche una certa utilita' e rilevanza nel mondo attuale.

4) Per quanto riguarda chi argomenta che il Latino ed il Greco sono "le basi della nostra cultura", rispondo che sara' anche vero, ma questa non puo' essere una giustificazione per far sprecare cosi' tanta energia a generazioni di studenti per imparare poco e male delle materie inutili.

5) Nel liceo classico queste due materie sono considerate difficili e noiose dagli studenti e sono invise alla maggior parte di essi,e non c'e' da stupirsene. Se si vuole costruire un rapporto migliore tra gli studenti e la scuola, e' tempo di liberarsi di questa tortura mentale per gli studenti.

Il Latino ed il Greco antico non meritano tuta questa attenzione e questo spreco di energie. Al massimo il Latino dovrebbe essere una materia secondaria nel classico ed abolita nello scientifico, mentre il Greco antico dovrebbe essere abolito e basta. Lo dice uno che a suo tempo ha frequentato il liceo classico, anche se adesso ho rimosso quasi del tutto quel poco di Latino e di Greco che ho imparato.

Se qualcuno e' veramente appassionato di queste materie (contento lui o lei), li puo' tranquillamente studiare all'universita'.

Lancio una provocazione: perche' non sostituire queste due lingue morte con una lingua che, oltre ad essere la portatrice di una antica culture, e' anche viva e vegeta e molto vitale? Il Cinese Mandarino e' una lingua ricca, affascinante, ed e' la lingua ufficiale del paese piu' popoloso del mondo. Si tratta della lingua che sta' alla base della civilta' Cinese, una civilta' che tradizionalmente e' portatrice della cultura piu' influente dell'intera Asia Orientale, dal Giappone fino al Vietnam. Studiarla allargherebbe di molto gli orizzonti mentali degli studenti di liceo Italiani, rendendoli coscienti della cultura Orientale, una cultura che nel mondo futuro diventera' sempre piu' importante, e con la quale l'Occidente si dovra' confrontare. Se tutti gli Italiani che avessero frequentato il liceo sapessero anche solo i rudimenti del Cinese, questo si che renderebbe l'Italia molto competitiva, ed unica tra i paesi Occidentali. Invece il fatto che buona parte degli Italiani adulti abbiano un vago ricordo di come si declini rosa/rosae non credo che servira' mai a granche'. Certo il Cinese e' difficile, ma perlomeno non possiede il gerundio, e neanche' il piuccheperfetto!

Se poi gli studenti Italiani, leggendo Confucio in versione originale, interiorizzassero il valore Confuciano del rispetto dell'autorita', e sopratutto del rispetto e dell'obbedienza di cui lo studente deve sempre fare mostra nei confronti del suo professore, e del dovere di lavorare duro sempre e comunque, sono sicuro che la scuola Italiana avrebbe tutto da guadagnarci!

Per quanto riguarda i professori di Latino e Greco, propongo di riqualificarli mandandoli tutti a Pechino o a Shanghai (a libera scelta) per qualche anno, dopodiche' potranno tornare ed insegnare il Cinese a degli studenti finalmente interessati e consci di imparare qualcosa di utile.

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